La neve c'era davvero
Giuliano Albarani
Prologo giovedì 25-1-2007, ore 11.45 da "giulianoalbarani@libero.it" a "direttore voce" Caro Direttore, ti mando la rubrica per la prossima settimana... oggi pomeriggio mi imbarco sul "Treno per Auschwitz"... può interessare una specie di reportage di viaggio? a presto, g.a.
giovedì 25-1-2007, ore 12.03 da "direttore voce" a "giulianoalbarani@libero.it" Grazie per la rubrica. Sulla "specie di reportage" vedi tu... Buon viaggio. f.m.
Giovedì 25 Gennaio - Partenza da Carpi "Chi sono? Barzini? Kapuscinski? Ettore Mo? Un reportage di viaggio? Chi l'ha mai fatto? Come mi è venuto in mente?". Mi aggiro nell'atrio della stazione di Carpi, fra capannelli (educatissimi e silenziosi) di studenti e pendolari straniti, non tutti edotti dell'origine dell'insolito affollamento. Alle 17 circa parte il Treno per Auschwitz, edizione 2007 (la terza), con quasi 600 ragazzi delle scuole superiori della provincia di Modena. Ostento aria senatoriale. "Io c'ero anche nel 2005 - mi capita di dire - primo tentativo, tre scuole e ottanta studenti, metà li ho portati io". Manca solo che mi batta il petto. Abbraccio vigoroso con Cisco, anche lui viaggiatore della prima ora. Nessuna remora nell'annuncio, inconsapevolmente tragicomico, del convoglio: "Il treno diretto ad Auschwitz è in partenza dal binario 1".
Venerdì 26 Gennaio - Arrivo a Cracovia Si è tirato tardi nella carrozza-ristorante, e tutta la notte è stata scandita dai numerosi ma cordiali controlli di frontiera. Solita atmosfera "comunitaria" sul treno, con un viavai di persone di varia estrazione (ci sono studenti, insegnanti, presidi, amministratori, musicisti, attori e scrittori) e di imprecisata destinazione (molto gettonato lo scompartimento di Carlo Lucarelli). Mattatori della prima serata sono stati Vladimiro e Charlie, i due amici sinti - meglio, come dicono loro: italiani di etnia sinta - ospiti del Treno per Auschwitz. Al Porrajmos, l'Olocausto "zingaro" (forse 500.000 le vittime), è idealmente dedicato il nostro viaggio. Si discute sulla denominazione adatta per questa esperienza: "viaggio nella memoria", "pellegrinaggio civile", "treno della vita". Per adesso è una bella gita, fosse diversamente puzzerebbe di falsità. Arrivati. La stazione di Cracovia sembra uscita da un film di Kaurismaki, ma l'albergo è un Novotel, a ricordarci che viviamo nel XXI secolo.
Sabato 27 Gennaio - Visita ad Auschwitz Auschwitz I è un palinsesto di tragedie della Seconda Guerra Mondiale. Vi sono transitati prigionieri polacchi, militari sovietici, deportati politici, ebrei. Un campo di concentramento, formalmente, che si affaccia sullo sterminio: torture, fucilazioni, impiccagioni, tassi di mortalità altissimi, prime sperimentazioni dello Zyklon B poi utilizzato a Birkenau. Ma anche un ibrido fra luogo di memoria e museo: si passeggia fra i blocchi, si entra nel crematorio I, si scorge la forca del famigerato comandante Höss, qui giustiziato nel '47. Ma quasi ogni baracca è allestita internamente. Vige per lo più il principio di nazionalità - c'è anche il blocco dedicato agli italiani. Io mi infilo al numero 13. Governo polacco e aziende tedesche hanno omaggiato la memoria degli "zingari" con un'esposizione ricca e scrupolosa. Ci sono i ritratti dei nomadi provenienti dallo Zigeunerlager di Birkenau che Mengele commissionava prima degli esperimenti. A dominare sono, però, le immagini fotografiche. Mai visto sguardi tanto interrogativi e disorientati. Alla sera Pino Petruzzelli, fra gli applausi e la commozione, mette in scena il suo "Zingari: l'olocausto dimenticato". Chissà, se al ritorno, agli incroci o davanti al supermercato, ce ne ricorderemo.
Domenica 28 Gennaio - Visita a Birkenau A Birkenau non c'è la neve. C'è, almeno a tratti, la bufera. Espressioni smarrite. Il luogo fisico dà pochi appigli alla vista e all'orientamento, l'unico elemento di riferimento rischia di essere il filo spinato. Le guide - molto preparate - indulgono, con malcelato effettismo, su aspetti macabri di sevizie e gassature. Non ce n'è bisogno. Ciò che serve è una parola sobria, che dia un senso a ciò che stiamo vedendo. Improvvisiamo letture itineranti. Benedetto Primo Levi, quanto nitore e quanta sofferenza nei "I sommersi e i salvati". La fiaccolata parte dal monumento alle vittime del lager. Il suo aspetto solido e granitico sembra voler ricordare che solo qui, non sulla piana pagina scritta, la storia prende volume e spessore.
Lunedì 29 Gennaio - A spasso per Cracovia Scorci del nostro soggiorno, prima del treno del ritorno. Cracovia è un'accogliente città mitteleuropea, e ha ben poco di polacco, ammesso che questo voglia dire qualcosa. Guai a dare adito a pregiudizi e visioni stereotipate. In pullman si grida all'architettura "tipicamente" socialista, per poi scoprire che si tratta di casermoni-alloggio per universitari, non diversi dagli studentati di mezza Europa. Sarebbe come dire che Carpi ha un passato da comunismo albanese dopo averne visto l'edificio delle Poste. Sortita lampo nel vecchio ghetto ebraico. Senza dimenticare che i nazisti, dopo l'invasione, ne fecero costruire uno ad hoc, oltre Vistola. Parola d'ordine, anche prima di Auschwitz: sradicare.
Martedì 30 Gennaio - Carpi, stazione di Carpi Siamo partiti per una gita, ritorniamo da un viaggio. Si sprecano parole di elogio per l'organizzazione, perfetta. All'arrivo applausi e abbracci. Ma guai a crogiolarsi in questa pienezza esperienziale. Leggo, inquieto, da una deposizione dell'agosto '44 di Leon Werth: "E già sentiamo arrivare l'oblio. La guerra va ad aggiungersi ad altre guerre del passato (...) Scorderemo anche quanto c'era di incredibile nell'atrocità? Sì, come il resto. Che cosa fare per non dimenticare?".
Per gentile concessione della "Voce" di Carpi
Fotografia realizzata da Mario Agati
|