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| Provincia di Modena - Progetto TED | N° 19 - Marzo 2007 |
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4 passi col ministro Quando il primo giorno di viaggio ho accettato di far parte della delegazione di studenti che avrebbe visitato Birkenau con il ministro dell’istruzione Fioroni, pensavo che avremmo svolto un ruolo semplicemente rappresentativo, al fine di dare un aspetto più eterogeneo a quella che altrimenti sarebbe stata una delegazione di soli adulti in un viaggio organizzato per le scuole. Ma andiamo con ordine. Il ministro Fioroni è giunto a Cracovia la sera del 27 gennaio e ci ha raggiunto al cinema Kiev dove ha tenuto un discorso col quale ha ribadito l’importanza del ruolo della scuola nel formare cittadini attenti e vigili, anche nella quotidianità, ai segnali di violenza nella nostra società, ponendo in particolare la nostra attenzione sui recenti fatti di bullismo. Il giorno successivo di buon mattino, e, per l’occasione, con meno ritardo del solito, noi, i “ventisette del ministro”, abbiamo preso il pullman 14 e ci siamo recati a Birkenau per la visita del campo. L’impatto è stato fortissimo . Birkenau è qualcosa di indescrivibile, tanto vasto da non riuscire a indovinarne i confini e così desolato da mandare in confusione l’occhio che non riesce più a distinguere dove finisca la terra e cominci il cielo. Tutto è attutito dal rumore del vento e dalla neve, sembra che la natura stessa voglia coprire gli orrori passati. Il momento più toccante della mattinata è stato però quello della deposizione dei “sassi della memoria” - donati dagli alunni della scuola ebraica di Roma “Primo Levi” - ai piedi del monumento commemorativo, accompagnata dal suono del corno rituale e da una preghiera ebraica. Al termine della cerimonia la delegazione si è diretta al campo di Auschwitz I che il ministro non aveva ancora visitato. Durante il tragitto l’organizzazione mi ha comunicato che avrei potuto fare qualche domanda al ministro. Inizialmente ero un po’ emozionata: in fondo non capita tutti i giorni di intervistare il ministro dell’istruzione. Ma l’atmosfera abbastanza informale che si respirava mi ha fatto sentire più a mio agio. Per prima cosa ho chiesto al ministro come mai tra tutti gli studenti che quest’anno si sono recati ad Auschwitz aveva scelto di condividere quest’esperienza proprio con noi della provincia di Modena. Ha risposto dicendo che la scelta è ricaduta naturalmente su quelli che da più lungo tempo portavano avanti questa “tradizione” con la volontà non solo di ricordare, ma anche di testimoniare. La seconda domanda - più personale - riguardava le emozioni che un posto come Birkenau ha suscitato in lui. Il ministro ha detto che nessuno che entri a Birkenau ne esce uguale a prima: l’incontro diretto con questi orrori, ben diverso dalla visita di un museo o dalla visione di un film, cambia profondamente l’individuo e il suo modo di concepire il rispetto della persona e dei suoi diritti e questa secondo lui è la più grande emozione. Non posso che concordare con il ministro. Non dimenticherò mai le emozioni provate nell’infinito campo della follia umana. Birkenau mi ha reso una persona diversa: più adulta, più consapevole, pronta non solo a ricordare, ma anche a testimoniare. Ed anche la maratona con il Ministro è stata positiva: anche grazie a questa piccola intervista, non mi sono sentita lì solo per una mera questione di immagine. *In fotografia il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni
Fotografia realizzata da Mario Agati |
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