Versi Sparsi
Eugenia Gazzoletti
Rubrica a cura di Eugenia Gazzoletti
Versi sparsi, perchè in tutti i quaderni di scuola, sui banchi o sui blog, ci sono poesie che aspettano di essere viste, e qui forse verranno anche lette ...perchè non è poesia quello che mi dicono esserla, ...perchè lo è tutto quello che mi sa di vita, Perchè i Versi Sparsi vanno sempre raccolti, e come i semi, riSparsi nel vento.
Piume d’autunno anche l'ora più tarda d'autunno si fa pericolosa e le giornate fuggono fra di loro inciampano migrano, i sentimenti sospinti dal desiderio di calore, nido un posto al sole da trovare finalmente
Giulio Cesare Silvestri
Ti tengo qui Ti tengo qui. Ti tengo qui, tra le righe di un quaderno. Ti tengo qui, nei miei pensieri. Ti tengo qui, di notte, di giorno, di sera, di mattina. Ti tengo qui, a qualunque ora. Ti tengo qui, in inverno, in primavera, in estate, in autunno. Ti tengo qui, anche quando gli altri non lo vedono. Ti tengo qui, qualunque immagine vedano i miei occhi. Ti tengo qui, qualunque rumore, odore, sapore, i miei sensi percepiscano. Ti tengo qui, qualunque gioia o dolore stia condividendo con un amico. Ti tengo qui, in ogni istante della mia vita. Ti tengo qui, sempre. Ti tengo qui, custodito gelosamente nel mio cuore.
Marina Mazzoli
Oggi non c'è niente Oggi non c'è niente che rischiara il mio cielo, da giorni non ho motivi per alzarmi dal letto e tuffarmi nel mattino, intere giornate come la notte senza luna. Mi sento come uno di quei miliardi di coriandoli di polvere che galleggiano nell'aria: nessuno li vede se un po' di luce non li attraversa... un po' come quella silenziosa goccia di pioggia che si é infranta sul mio viso di striscio stamattina così indicibilmente fine a sé stessa.
Simone Galli
Nessuno come me Ho un bicchiere di assenzio incrinato nelle mani Un pacchetto di Davidoff vuoto nelle tasche Un computer sul quale scrivere di me Dei fantastici segreti da condividere Nessuno che ascolti Ho le dita coperte di nicotina Una schiena deformata dalla pesantezza della serata Una collezione di coltelli sul tavolo Un incubo nel cassetto Nessuno che capisca Ho un pungolo coagulato sul diario Una ciocca conservata nei vecchi ricordi Ho cicatrici impresse sulle mani Ho cicatrici scavate nell'anima Niente da adorare Grandi occhi per guardare Grandi mani per toccare Grande cuore per amare Grande bocca per urlare Nessun posto dove volare... Ho gli occhi chiusi ora... I ragazzi non possono piangere Non mi sento veramente a casa... Vorrei sentirmi solo per avere bisogno di voi Nessun ricordo da vivere Ho nostalgia della dissociazione Ho voglia di tornarci dentro Incapricciato dalle situazioni Morirò di inespressività Nessun pubblico da odiare o amare Ho un pianoforte da bruciare Ho una macchina fotografica per immaginare Ho libri da sfogliare e da invidiare Capelli crespi ormai da tagliare Nessuno da cui farmi apprezzare Sono spaventato da ciò che non vedo L'ignoto del futuro mi angoscia Sono sicuro solamente di ciò che non sono Ho bisogno di sogni con i quali illudermi Rendo la mia vita un inferno E non vedo più ombre intorno a me Le ombre restano dentro di me Saranno sempre con me
Dario Panini
L'immagine č stata realizzata da Irene Beghelli
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