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Provincia di Modena - Progetto TED N° 21 - Maggio 2007

Versi Sparsi

Eugenia Gazzoletti

Rubrica a cura di Eugenia Gazzoletti

Versi sparsi,
perchè in tutti i quaderni di scuola, sui banchi o sui blog,
ci sono poesie che aspettano
di essere viste, e qui forse
verranno anche lette
...perchè non è poesia quello che mi dicono esserla,
...perchè lo è tutto quello che mi sa di vita,
Perchè i Versi Sparsi vanno sempre raccolti,
e come i semi,
riSparsi nel vento.

Piume d’autunno
anche l'ora più tarda
d'autunno
si fa pericolosa
e le giornate fuggono
fra di loro inciampano
migrano, i sentimenti
sospinti dal desiderio di calore, nido
un posto al sole
da trovare
finalmente

Giulio Cesare Silvestri

Ti tengo qui
Ti tengo qui.
Ti tengo qui, tra le righe di un quaderno.
Ti tengo qui, nei miei pensieri.
Ti tengo qui, di notte, di giorno, di sera, di mattina.
Ti tengo qui, a qualunque ora.
Ti tengo qui, in inverno, in primavera, in estate, in autunno.
Ti tengo qui, anche quando gli altri non lo vedono.
Ti tengo qui, qualunque immagine vedano i miei occhi.
Ti tengo qui, qualunque rumore, odore, sapore, i miei sensi percepiscano.
Ti tengo qui, qualunque gioia o dolore stia condividendo con un amico.
Ti tengo qui, in ogni istante della mia vita.
Ti tengo qui, sempre.
Ti tengo qui, custodito gelosamente nel mio cuore.

Marina Mazzoli

Oggi non c'è niente
Oggi non c'è niente che rischiara il mio cielo,
da giorni non ho motivi per alzarmi dal letto
e tuffarmi nel mattino,
intere giornate come la notte senza luna.
Mi sento come uno di quei miliardi
di coriandoli di polvere
che galleggiano nell'aria:
nessuno li vede se un po' di luce non li attraversa...
un po' come quella silenziosa goccia di pioggia
che si é infranta sul mio viso di striscio stamattina
così indicibilmente fine a sé stessa.

Simone Galli

Nessuno come me
Ho un bicchiere di assenzio incrinato nelle mani
Un pacchetto di Davidoff vuoto nelle tasche
Un computer sul quale scrivere di me
Dei fantastici segreti da condividere
Nessuno che ascolti
Ho le dita coperte di nicotina
Una schiena deformata dalla pesantezza della serata
Una collezione di coltelli sul tavolo
Un incubo nel cassetto
Nessuno che capisca
Ho un pungolo coagulato sul diario
Una ciocca conservata nei vecchi ricordi
Ho cicatrici impresse sulle mani
Ho cicatrici scavate nell'anima
Niente da adorare
Grandi occhi per guardare
Grandi mani per toccare
Grande cuore per amare
Grande bocca per urlare
Nessun posto dove volare...
Ho gli occhi chiusi ora...
I ragazzi non possono piangere
Non mi sento veramente a casa...
Vorrei sentirmi solo per avere bisogno di voi
Nessun ricordo da vivere
Ho nostalgia della dissociazione
Ho voglia di tornarci dentro
Incapricciato dalle situazioni
Morirò di inespressività
Nessun pubblico da odiare o amare
Ho un pianoforte da bruciare
Ho una macchina fotografica per immaginare
Ho libri da sfogliare e da invidiare
Capelli crespi ormai da tagliare
Nessuno da cui farmi apprezzare
Sono spaventato da ciò che non vedo
L'ignoto del futuro mi angoscia
Sono sicuro solamente di ciò che non sono
Ho bisogno di sogni con i quali illudermi
Rendo la mia vita un inferno
E non vedo più ombre intorno a me
Le ombre restano dentro di me
Saranno sempre con me

Dario Panini


L'immagine č stata realizzata da Irene Beghelli

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