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| Provincia di Modena - Progetto TED | N° 35 - Aprile 2009 |
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Il profumo dei ricordi E sono qui. Su questo terrazzo con il naso all’insù, aspettando qualche stella cadente e inebriandomi dell’odore della notte. Credo che la notte abbia un suo odore, un aroma pulito, leggero e trasparente. Un profumo più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà, una fragranza fatta per ingannare il tempo che mi affanno a riempire. Perché più lo riempio e meno tempo mi resta per pensare. E come un pesce fuor d’acqua corro boccheggiando dentro la mia ruota, nuoto affannato nella mia boccia di vetro, senza navigatore né cartina perché non so dove andare. E alla fine vincono i ricordi. È come la risacca dell’onda che scompiglia e allontana i sassolini bianchi e neri che avevo accuratamente soffiato ordinati sulla sabbia. Voglio crederci. Perché per i ricordi non è mai tardi. Non c’è silenzio che faccia domande alle quali è facile rispondere, ma ci sono domande alle quali è sufficiente rispondere in silenzio. Hai mai provato ad acchiappare due stelle cadenti? Io si, come il mare che infrangendosi contro gli scogli trova sempre la voglia di riprovarci. Basta poco per riuscire a cullarsi nell’alibi dell’equilibrio e ci vuole ancora meno per finire la polvere di stelle di Trilly e cadere giù. Giù. Giù dove non puoi fare altro che alzare gli occhi al cielo e sperare che come Dio ha i suoi angeli anche tu, un giorno o l’altro, possa incontrare il tuo. Mi sento pieno, sazio del vuoto che il tuffo dal cielo mi ha procurato. “Perché lo scarto fra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è, è poco più di un soffio. Uno scatto orgoglioso all’ultimo tornante.” Ma non provarci è il modo migliore per rimanere col dubbio che forse ce l’avresti fatta. Dubbi: ipotetici, imprevedibili e inattendibili. Biscotti che sono rimasti troppo tempo a mollo nel latte e che adesso fatico a masticare. Mi mordo il labbro. Mi chiedo se priore di questa abbazia è il cuore o il cervello, è la ragione o il sentimento, è la lista dei pro o dei contro. Credo di aver capito che non è importante quanti respiri fai nel corso di una vita, ciò che è importante sono i momenti che i respiri te lo tolgono. La pelle è la pagina sulla quale scarabocchiare per sempre la nostra storia e i sentimenti scandiscono i battiti del nostro cuore meglio di un metronomo. Sono il plancton del Tempo, sono “il vino calato dolcemente nell’ampio ventre di vetro”, sono la parte del whisky che spetta agli angeli, la parte che evapora sinuosa dai barili di rovere. Elaborazione grafica a cura di Francesca Bekiaris
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