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Provincia di Modena - Progetto TED N° 36 - Aprile 2009

Sulla via del ritorno

Anna, Elisa T., Valentina, Giulia, Anna Maria, Elisa G., Greta, Clelia, Valeria, Alice, Chiara

Il testo che segue è formato dall’insieme di brevi citazioni che la prof. e le ragazze del Liceo Sigonio hanno scritto sul treno, a poche ore dall’arrivo, il 30 Gennaio 2009

Uno squillo di tromba nel silenzio di Birkenau.
Le lacrime di Dan Rapoport tra le mille foto dei deportati ad Auschwitz e i turisti incolonnati.
Lunghe chiacchiere tra colleghe e risate con le alunne belle e splendenti.
Tra consonanze e dissonanze speriamo di trovare il nostro posto. (Anna)

Luoghi, foto, ricordi, persone, parole e tanto altro sto portando a casa…
Ho il cuore pieno! Quasi mi scoppia, tante cose sono successe in me… Sto tornando a casa, stanca ma felice… con gli occhi che conservano ancora l’altra metà del cielo. (Elisa T.)

Un'altra cosa chiedo al mio Signore: che non mi faccia mai, mai dimenticare ciò che ho provato… per una volta sono uscita dal mio piccolo mondo… a chi non ricorda la storia o fa finta che non sia mai esistita: che la riviva, passandoci attraverso… in un cammino di vuoto immenso
Grazie Signore per tutto questo. (Valentina)

Questo treno ci ha portate lontano, per vivere più da vicino un genocidio avvenuto solamente qualche decennio fa.
È stato un viaggio di risate, pianti, amicizie, ma soprattutto di sentimenti.
Ho vissuto come un privilegio partecipare a questa esperienza, ho realizzato un mio desiderio da tempo dentro al cassetto. (Giulia)

Una piccola scarpetta bianca…
Una bambina privata delle corse in mezzo ad un prato, un saltello che non ci sarà… la vita che non tornerà. (Anna Maria)

Gli occhi di bambini a cui è stata tolta la propria infanzia; uomini e donne ai quali è stato tolto il rispetto, trattati come bestie, fotografati come criminali.
Il silenzio di Birkenau è un silenzio che urla il dolore di migliaia di persone uccise da “folli” ideologie, nate con lo scopo di infangare essere umani la cui colpa era non appartenere alla religione cristiana.
Auschwitz ci insegna quanto l’uomo sia spietatamente crudele, e a che punto l’odio possa spingersi.
Ma è solo ricordando e studiando ciò che è stato che forse potremo evitare orrori simili a ciò che ho visto in Polonia. (Elisa G.)

Ciò di cui sono certa è che questo viaggio mi ha profondamente colpito e toccato. Anche se ero preparata a ciò che andavo a vedere davanti a quei luoghi e a quelle testimonianze non ho potuto fare altro che rimanere senza parole.
Entrambe le visite ai due campi sono state molto significative; in uno perché ho avuto modo di vedere il luogo reale e tangibile di tutto l’orrore e nell’altro perché mi ha fornito prove concrete di quanto è accaduto.
Forse però ciò che più mi ha aiutato a capire e a riflettere su questo viaggio, sono stati i due momenti serali con gli scrittori Nori e Lucarelli, le loro riflessioni hanno completato in modo chiaro e perfetto il significato profondo di questa esperienza. (Greta)

Lo sguardo di un ex deportato, sofferente, spento, freddo che fissa insistentemente il monumento di fronte a lui, architettato in onore di tutti i deportati del campo di concentramento. Il suo corpo smilzo che sicuramente porta ancora i segni di quella terribile violenza. Il suo cappellino a righe bianche e blu ormai scolorito mi scatena un pianto di rabbia perché comprendo che ciò che leggiamo passivamente sui libri di storia è accaduto veramente. La melodia squillante della tromba che rompe il silenzio quasi inquietante attorno a me.

Una brillante e profonda lacrima scende dalla rugosa guancia di quel vecchio signore che avrei voluto tanto abbracciare. (Clelia)

Sono fatta di ricordi, emozioni, sensazioni che mi invadono!

Chiudo gli occhi: foto, distese di baracche, persone sono parte di me. Un pezzo di storia che poteva essere dimenticato, ma grazie a questo lungo ed interminabile viaggio è rinato. Molti tendono a dimenticare o perché troppo presi da cose futili o perché non si interessano del passato considerato morto. Un passato coperto da quella neve bianca che cerca di cancellare le tracce di quel massacro, invece sotto quel soffice manto molte vite sono state distrutte, spezzate, uomini e donne trattate come animali che oggi vivono grazie al nostro ricordo.

Spero e mi auguro che quelle vite possano volare lontano in cielo dove la libertà non è negata, ma mi auguro soprattutto che questi massacri non si verifichino più. Quando penso che bambini, adulti e anziani hanno sofferto così tanto mi viene la pelle d’oca. Sono una ragazza di 18 anni, ho tante cose da imparare spero di vivere ancora per molti anni, ma quelle giovani ragazze uccise con l’inganno quella speranza non l’hanno potuta avere. (Valeria)

Orrore! Ecco cosa ho provato! Orrore nel pensare fino a dove si può spingere la stupidità umana! Birkneanu ha stimolato la mia immaginazione, era come se si intravedessero ancora le facce tristi degli uomini nelle baracche…

Nel museo quella moltitudine di oggetti, capelli, scarpe mi ha chiuso lo stomaco.

Ma quanto lontano si può spingere la stupidità umana? (Alice)

Patate, patate, patate… davanti all’ennesimo buffet di patate, ieri sera erano tutti nauseati! Io no…

Stavo pensando ad altro… alla fiaccolata del pomeriggio.

A Birkenau tutti intorno a me scherzano, ridono, giocano con le candele, io no! Sto guardando l’orizzonte per cercare di trovare la fine del campo. Non esiste… il mio occhio limitato non la vede. Riesco a scrutare il filo spinato. Ma percepisco che il male presente qui non ha confini e riesce a oltrepassare il filo spargendosi nel mondo. (Chiara )


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