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Provincia di Modena - Progetto TED N° 40 - Dicembre 2009

Cronache dal futuro

Gabriele Casagrande

Modena – 32 Undicembre 2027

“Mio padre mi diceva di scoprirmi di più, che non potevo uscire vestita in quel modo. Volevo solo indossare un maglione a collo alto, nient'altro”.

Una studentessa di 17 anni che, con un nome di fantasia, chiameremo Antonietta, ha raccontato alla polizia gli schiaffi ricevuti dal padre a causa della voglia di trasgredire e di rompere gli schemi.

Gonne lunghe sotto il ginocchio, giacchette di tweed e maglioni a collo alto proprio come quello di Antonietta sono gli oggetti simbolo per chi vuole mostrarsi anticonformista e alternativo.

“Avevo detto ai miei genitori che sarei andata in discoteca fino alle sei di mattina, proprio come loro mi avevano detto – racconta tra le lacrime Antonietta – In realtà mi sarei trovata a casa di una mia amica a studiare insieme gli autori della letteratura inglese. Quando mio padre ha scoperto il libro nascosto sotto il maglione, non ci ha più visto dalla rabbia”.

Il racconto è spezzato dai singhiozzi e Antonietta fa fatica a proseguire: “Mia madre era disperata, diceva che non solo ero una scostumata ad andare in giro con quel maglione a collo alto, ma che ero una depravata per colpa di quel libro”.

Fortunatamente, il caso di Antonietta è isolato ed episodi analoghi sono in costante diminuzione: i giovani, grazie alle campagne di prevenzione e di pubblicità progresso, si rendono conto di come invece sia molto più proficuo e salutare assumere quattro bicchieri di whidka, abbandonarsi a danze sfrenate fino all'alba, inalare sostanza psicotrope e ingravidarsi reciprocamente.

“Cosa ho sbagliato? Cosa ho fatto di male? - si chiede la madre di Antonietta, sull'orlo di una crisi nervosa – Tutte le sue coetanee vanno a scuola con scollatura vertiginosa e minigonna inguinale per facilitare le operazioni durante la ricreazione, proprio come si conviene ad ogni brava ragazza, invece mia figlia mi delude con quei maglioni e con quelle gonne a balze lunghe fino sotto il ginocchio!”.

Per calmarsi, la madre fa svanire dentro le sue narici un autodromo di cocaina, poi prosegue nel fornire la sua versione dei fatti: “Non posso permettermi di avere in casa una sgualdrina conciata in quel modo, per non parlare di quelle cose chiamate... chiamate... 'libri'! Sotto il maglione nascondeva un'oscenità intitolata 'Vutering aits' di una certa Gein Ostin – racconta la madre - Mi sarei dovuta insospettire quando sotto il suo letto ho trovato quei CD di musica strana, quella che va tra i delinquenti più spietati: il blùs!”.

La signora conclude il racconto sniffando anche la corsia box del precedente autodromo di cocaina: “Tutti i genitori onesti sperano che la propria figlia abbia un futuro da show-girl, minimo in un night-club o in un centro di intrattenimento. Invece, mi ritrovo una svergognata dedita ad autori e musica fuorilegge!”.

Denunciando la violenza fisica subita dal padre, infatti, Antonietta ha portato allo scoperto un comportamento criminoso: la giovane sarà è stata infatti accusata di avere violato le norme contenute nel Decreto Protero, ovvero le leggi che disciplinano la produzione e la fruizione del materiale CULturale nel paese.

Nel frattempo, il procuratore distrettuale Vittorio Di Pirro traccia i probabili scenari futuri: “Il padre non rischia nulla, la legge tutela ogni singolo mezzo di correzione per i minori – afferma Di Pirro – La ragazza invece ha commesso dei reati piuttosto gravi che vanno dalla violazione della nostra cultura nazionale all'espressione di difformità rispetto al pensiero generale. A questo va ad aggiungersi la reiterazione e la volontarietà”.

Quale pena rischia?

“Sicuramente la gogna mediatica, dato che non ha alle spalle avvocati, parenti e portafogli importanti – risponde il procuratore – In ogni caso, mi sento di dire che 30 anni di reclusione nella Casa Correttiva di Vladivostok saranno difficilmente evitabili”.

In tutta questa vicenda, il padre si è barricato in casa e ha tagliato ogni contatto con l'esterno.


Fotografia di Gabriele Casagrande elaborata con http://www.photofunia.com/

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